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10/03/08

Trasporti alternativi

Guardando il blog di David Byrne , proprio quel Byrne leader dei Talking Heads e, almeno nella mia opinione e credo di molti della mia generazione, grande artista e persona di notevole spessore, ho trovato un bellissimo messaggio del 2006 che vi riporto, tradotto dall'inglese.David racconta di aver partecipato ad un meeting newyorkese sul trasporto alternativo, dove ha potuto ascoltare un illuminante intervento di Enrique Peñalosa, ex sindaco della città di Bogotà, Colombia, che al meeting si è presentato in bicicletta.Ecco la testimonianza di Peñalosa:"Quando sono stato eletto sindaco di Bogotà e mi sono recato in Municipio, mi hanno consegnato uno studio sui trasporti dove si stabiliva come la cosa fondamentale da fare per la città fosse un'autostrada sopraelevata al costo di 600 milioni di dollari. Invece, abbiamo installato un sistema di mezzi pubblici in grado di trasportare 700.000 persone al giorno al costo di 300 milioni. Abbiamo poi creato centinaia di strade riservate ai pedoni, parchi, piazze, piste ciclabili, piantato alberi ed eliminato i cartelloni pubblicitari. Abbiamo costruito la più lunga via pedonale del mondo, più di 20 km. Può sembrare una follia, dato che questa strada attraversa alcuni dei più poveri sobborghi di Bogotà, e molte delle strade circostanti non sono neppure asfaltate. Ma abbiamo deciso di non incrementare le strade per favorire le automobili, per avere invece ottimi spazi per i pedoni. Tutta questa infrastruttura per i pedoni mostra rispetto per la dignità umana. Dice alle persone 'Tu sei importante. Non perché sei ricco o laureato, ma perché sei umano.' Se le persone vengono trattate in modo speciale, così si comportano. E questo crea un nuovo tipo di società."Aggiunge poi il sindaco alcune regole fondamentali che forse anche i nostri amministratori farebbero bene a leggere:"Se una pista ciclabile non è sicura per un bambino di 8 anni, non è una pista ciclabile.Gli ingorghi non sono necessariamente negativi: l'importante è non cercare di eliminarli. Le persone saranno così propense ad usare i trasporti pubblici (nota: la stessa filosofia seguita dal sindaco di Londra).Costruire più strade non allevia il problema traffico.Il trasporto non è un fine. Serve solo a migliorare la vita. L'obiettivo non deve essere migliorare i trasporti, ma migliorare la qualità della vita.Una strada senza marciapiedi privilegia le automobili, e quindi le persone in auto hanno più diritti; questo è antidemocratico".
Edited by Magius on Mar 10, 2008 at 6:09 PM

21/01/08

La scienza del bene

I filosofi governanti, per essere all'altezza del loro compito, devono ricevere una accurata educazione, che deve avere ad oggetto l'apprendimento più grande (megiston mathema). La conoscenza più grande è quella dell'idea del bene (tou agathou idea), attingendo la quale il giusto e le altre cose diventano utili e giovevoli. [505a] La conoscenza del bene risponde all'esigenza di dare un indirizzo alla pluralità delle nostre cognizioni, cioè un orientamento che sia unitario e che sia connesso alle nostre domande fondamentali, che sono di natura pratica e non teoretica. Per Platone le domande che danno origine alla filosofia non sono "che cos'è l'essere?" o "quali sono gli strumenti per conoscerlo?", ma le interrogazioni "sul bene dell'uomo e della realtà in cui egli si trova a vivere; la conversione al mondo delle idee è auspicabile non tanto perché apre la visione del vero essere, ma perché apre l'accesso a ciò che è bello e buono; così pure la scelta in favore di verità e scienza contro l'opinione non è sorretta da un naturale impulso contemplativo, ma dal fatto che scienza e verità sono belle" (F. Trabattoni, Platone, Roma, Carocci, 1998, p. 219). L'interesse primo della ragione, in altri termini, è pratico. Il bene, prosegue Socrate, viene dalla maggioranza identificato col piacere, e dai più raffinati con la phronesis, cioè con la capacità di discernere. Ma poi, quando si chiede loro di quale phronesis si tratti, sono costretti a rispondere che si tratta della phronesis del bene, come se fosse già chiaro il senso della parola "bene". Quelli che identificano il bene con il piacere incorrono in una analoga difficoltà quando sono costretti ad ammettere che vi sono piaceri buoni e piaceri cattivi. [505b-c]In altre parole: una volta identificato teoreticamente il bene con qualcosa di definito - il giudizio o il piacere - , siamo costretti a renderci conto che l'identificazione è circolare o contraddittoria. Una persona è dotata di phronesis quando sa giudicare sul bene: ma allora il bene non è la phronesis. Se identifichiamo il bene con il piacere, quasta definizione si rivela contraddittoria non appena ci mettiamo a classificare i piaceri: e siamo costretti a fare questa classificazione ogni volta che dobbiamo compiere delle scelte. Insomma - dice Socrate - è evidente che il bene è una questione controversa.